TRAGEDIA IN ALGERIA: MORTO IL PAPA' DI ERIKA STEFANI

  • martedì 19 marzo 2019

Quando tutto finisce stringendo la passione di una vita tra le mani. Se ne va così Giovanni Stefani, a cavallo della sua moto, su cui trovava una libertà senza fronzoli, immerso nel rombo del motore che per lui era musica, sinfonia di cilindri. Prendeva parte alle competizioni, in giro per il mondo: lasciava la macelleria di Trissino, il suo paese, la sua famiglia, infilava la tuta, il casco e via, verso orizzonti incandescenti: quelli africani, della Parigi Dakar; traguardi lontani: il Rally dei Faraoni, del Marocco, della Tunisia. Era stato tra i nove motociclisti italiani che avevano partecipato alla prima edizione della Transorientale, diecimila chilometri da San Pietroburgo a Pechino. L'ultima sfida in Algeria per il Tuareg rally, dove il destino lo ha portato all'ultima curva. Era partito domenica: una gara come tante per Gianni, che se n'è andato lasciando la moglie, un figlio e la figlia, Erika. Erika che di strada ne ha fatta anche lei, dalla piccola Trissino alla grande Capitale, dal vicentino a Roma: anche lei ha corso, ma su una pista diversa, quella della politica, spinta dai voti, rombo della democrazia, fino al traguardo del Governo. Oggi Erika Stefani, Ministro per gli affari regionali ha perso il padre nel giorno della festa del Papà, perchè il destino sa essere cinico. Di Gianni, a cui era molto legata, le resterà tanto, le resterà tutto. I ricordi, le parole, i momenti, e poi quella passione che ha anche lei, sulla pelle: la moto, un brivido che, nella trasmissione di Radiouno, "Un Giorno da Pecora", pochi giorni fa, raccontava con queste parole...