TAGLIO DEI CAPELLI: «SONO DONNA, MA VOGLIO PAGARE COME UN UOMO»

  • sabato 12 gennaio 2019

Sulla parità tra uomini e donne, stessi diritti e stessi doveri, si sono fatte tutte le battaglie possibili e immaginabili. Ma questa signora di Bovolenta è convinta che ci sia ancora il pericolo di ricevere trattamenti diversi almeno in una circostanza. Quando va a tagliarsi i capelli. Il suo look è evidentemente semplice. Capello molto corto, senza trattamenti particolari, stile semplice e lineare. Un taglio maschile, insomma, almeno fino a quando non arriva alla cassa. Lei protesta, è una questione di principio. Lei chiede sempre lo stesso trattamento: taglio corto, niente gel, tantomeno lacche o altri cosmetici. Pettine, forbici e niente altro. Vincenzina non si arrende. Si rivolge, ci racconta, a carabinieri, vigli urbani, guardia di finanza e associazioni di consumatori, ma le rispondono che la fattura è regolare, se proprio non si accontenta, dovrebbe rivolgersi al giudice di pace.. Il gioco, però non vale la candela. 5 euro per il taglio, molto di più per farsi seguire da un avvocato. La strada per farsi ascoltare si fa in salita. E a casa è battaglia dei sessi anche con il marito, che paga meno