I DONATORI POSSONO TRASMETTERE I PFAS?

  • venerdì 25 agosto 2017

Pfas, un allarme sanitario con poche luci e troppe ombre. E' la prima volta che ci troviamo a dover affrontare un'emergenza come questa. Nella zona rossa, quella dove la falda è più contaminata, sono almeno 10mila i vicentini che presentano Pfoa e Pfos superiori agli 8 nanogrammi per millilitro di sangue, e tanti sono bambini. Le mamme sono spaventate, e su facebook si chiedono se i donatori di sangue possano trasferire a loro insaputa anche Pfas, non essendo stati sottoposti ad alcuno screening specifico. Domanda legittima. A cui anche noi, come promesso, abbiamo provato a dare una risposta. La nostra ricerca ci ha portato nella sede di Fidas, che con 30.800 donazioni all'anno rappresentano la più grande associazione del vicentino. Una grande responsabilità anche verso gli ammalati. Al momento no. Eppure questa lettera è stata spedita da Fidas più di un anno fa, ed ha raggiunto tutte le più alte istituzioni regionali. Per fortuna recentemente il primario del reparto di medicina trasfusionale dell'ospedale San Bortolo di Vicenza ha fatto sapere che i donatori che vivono nei 21 comune della zona rossa possono cotinuare a donare senza problemi, perchè i Pfas non si legherebbero nè ai globuli rossi nè alle piastrine, ma solo al plasma, che si trasfonde pochissimo e, comunque, viene molto diluito. Inoltre nel centro transfusionale di Vicenza viene utilizzato solo il plasma inattivato con solvente detergente di produzione industriale. Ma su questo i donatori alzano le mani: non è il loro campo.